“L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.”
(Paul Klee)

Queste parole di Paul Klee racchiudono la vocazione dell’arte astratta, rendere visibile non ciò che si osserva ma ciò che si percepisce e si manifesta attraverso il superamento descrittivo della forma. Concezione teorica quest’ultima che è alla base delle proposte della Galleria Immaginaria che da anni ha indirizzato la sua ricerca nell’arte astratta, osservando costantemente gli esiti di questa specifica definizione dell’arte contemporanea, attraverso confronti tra maestri storici (ricordiamo ad esempio le mostre sull’Astrattismo classico come anche quelle dedicate a esponenti del Gruppo Forma 1) e i nuovi contributi di artisti contemporanei. Una ricerca che da sempre ha animato le scelte della Galleria sin dalla sua nascita nel 1993 ad Arezzo per trasferirsi poi dal 1996 a Firenze, nella attuale sede di via Guelfa 22 rosso, e inaugurare infine nel 2008 un ulteriore spazio espositivo a Berlino. Questa costante attenzione rivolta al panorama artistico nazionale e internazionale definisce la Galleria Immaginaria come un centro attivo per l’arte, luogo non solo di mostre ma anche di incontri, dibattiti e iniziative. La Galleria, sempre attenta alla definizione dei nuovi linguaggi dell’arte, partecipa a Fiere internazionali intese come momento di scambio e conoscenza, seguendo la vocazione che la porta a ricercare costantemente nell’arte la traccia visibile di ciò che non appare.

Sonia Zampini