Mostra tributo a un’amicizia
Eliana Sevillano e Paolo Caponi27 novembre – 6 dicembre 2024
Inaugurazione:
mercoledì 27 novembre 2024, ore 18.00
Finissage:
6 Dicembre 2024, ore 18.00
Incontro con letture di poesie tratte dal libro
Lettera aperta. In risposta
Rafael Cadenas (Einaudi Editore)
Introduce
Salomè Vuelta Garcia
Docente presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze
Metafisica e alchimia, parole enormi, cariche di riverberi storici, insondabili quando si invoca l’uso della ragione. Parole che possono aprire, però, spazi per l’esplorazione simbolica o la concretizzazione dell’onirico, come nel caso di Paolo Caponi (Arezzo, 1941), anche per il tratto liberatorio, secondo la proposta di Eliana Sevillano (Bolivia, 1947). E sembrano riuscirci questa volta in modi diversi, ma soprattutto grazie alla poesia che sembra tenerli per filo e per segno.
Entrambi si ritrovano oggi in questa mostra per celebrare un poeta, e con esso storie comuni di un’amicizia e di un’epoca. Caponi e Sevillano hanno vissuto e creato in Venezuela verso la fine del XX secolo. Condividevano un paese. Un paese che, come evocato dall’amico poeta qui celebrato, Rafael Cadenas, sembra cercare incessantemente: “paese/ti sei addormentato/tra le spade/Senza la luce promessa…”
Un paese che è custodito tra le vestigia della memoria, come una casa abbandonata, demolita dopo le rivolte del passato, sembra raccontarci Caponi. Mentre Sevillano cerca di recuperare quella luce perduta, quella che filtrava calda tra le fessure delle palme. “Uccelli pieni di sole volavano sulle mie impronte”, dice il primo Cadenas, degli anni ’50 su Una Isla.
E tra le opere di ognuno e i frammenti c’è quel filo che è la coscienza, e forse c’è l’alchimia. Un “noi fioriamo in un abisso”, un verso di Cadenas, una celebrazione della perdita testimoniata dai due amici artisti.
Paula Cadenas
Montpellier, aprile 2024.
Disponibile in galleria il libro “Florecemos en un abisso. Poemas”, edizione in onore del Premio Cervantes 2022