Bernard Aubertin

1934, Fontenay-aux-Roses, Francia – 2015, Reutlingen, Germania

Intorno al 1951 comincia l’apprendistato alla Scuola d’Arte Decorativa. Folgorante è l’incontro con Yves Klein nel 1957 che lo porta a realizzare, l’anno successivo, le sue prime quattro tavole monocrome rosse. La sua ricerca si caratterizza per l’uso esclusivo del rosso, cromia privilegiata e simbolo del sangue, della vita e della terra e al tempo stesso dell’elemento fuoco.
Nel 1961 partecipa al gruppo ZERO di Düsseldorf insieme a Mack, Piene, Uecker e nel 1957/58 al gruppo NUL di Amsterdam. Entra in contatto anche con Piero Manzoni e Lucio Fontana.
Parallelamente ai monocromi nel 1961 realizza i suoi primi Tableaux feu (quadri fuoco), e nel 1962 i primi libri bruciati che riprenderà con Livres brûlés et à Brûler (libri bruciati e da bruciare).
Il rosso e il fuoco sono i due elementi che strutturano il linguaggio artistico di Aubertin: dai Tableaux clous (quadri chiodi) che ricoperti di vernice rappresentano perfettamente le fiamme; ai Tableaux fils de fer (quadri fil di ferro), ai Dessin de feu (disegni di fuoco) o ancora i Parcours d’allumettes (percorsi di fiammiferi), fino ad arrivare alle performances dei pianoforti dati alle fiamme e alle automobili bruciate.
Nell’ultimo periodo della sua pittura l’artista ha sostituito, nei dipinti monocromi, il rosso con il colori propri della combustione: nero, marrone, grigio, rosso-arancio e oro.

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